In seguito all’avvio della discussione intorno a Ultimo parallelo, e ai commenti lasciati da Renzo Montagnoli, Cinzia Pierangelini, Gian Paolo Serino (con la segnalazione su Satisfiction), Filippo Tuena mi ha stamane inviato una mail che, naturalmente, rigiro a tutti voi.
E’ proprio il caso che intervenga. Lo faccio un po’ imbarazzato perché i vostri commenti vanno oltre i giudizi di lettori anche appassionati. Io di fronte alla parola capolavoro mi tiro da parte, come se non mi competesse. Arrivo al massimo a giustificare un “bellissimo” e più ancora “trascinante”, “emozionante” che, come vedete, sono aggettivi che sottendono la magia della lettura, quel condurre altrove il lettore a compiere un viaggio imprevedibile. Insomma, facciamo finta di non aver letto quella parola – anche se l’ho letta e ovviamente, mi riempie di soddisfazione.
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