Mahmoud e Ayaz erano due ragazzi di 16 e 18 anni. O forse di 18 e 20 anni. Poco importa, però. Mahmoud e Ayaz furono uccisi dallo stato iraniano per impiccagione. Era il 19 luglio 2005. Prima dell’esecuzione, subirono 228 colpi di frusta ciascuno per aver bevuto alcolici, disturbato la quiete e per furto.
Mahmoud e Ayaz erano omosessuali. E per questo furono imprigionati, torturati e impiccati.
Le immagini dell’impiccagione mi hanno devastato l’animo. Mi hanno fatto soffrire. Mahmoud e Ayaz sono adesso un simbolo, come lo sono stati tanti troppi altri.
In Iran è in discussione ogni genere di libertà individuale. Come lo è in Birmania, come lo è in Corea del Nord, come lo è in tantissimi paesi dell’Africa che nessuno ricorda mai.
Naturalmente – e mi ricollego a un mio post precedente – anche queste mie sono parole inutili. E me ne dispiaccio. Ma qualcosa possiamo farla. Per esempio, firmando l’appello in questo sito.
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