Santoro e una vecchia storia

5 10 2007

[La puntata di ieri sera di Annozero è stata a mio parere strepitosa. E anche se probabilmente (leggi, sicuramente) non sposterà di una virgola gli assetti di potere di questa nostra repubblica, mi ha emozionato e mi ha fatto riflettere. Mi ha emozionato vedere la figlia del giudice Scopelliti (vittima della mafia) con le lacrime agli occhi, ascoltare con le mie orecchie le parole di De Magistris, mi hanno fatto riflettere e sorridere amaramente le risposte evasive del sottosegretario Scotti. A inizio serata, Santoro, citando le parole di un magistrato, ha detto che non è vero che il sud è diverso, che è difficile capire il sud (ricordo i post nel sito di Remo Bassini che avevano sollevato tempo addietro un notevole dibattito). Semplicemente, quello che accade al sud è di più di quello che accade altrove. Io avevo scritto un post nel vecchio blog, era l’11 giugno scorso, raccontando di una mia esperienza, realmente accaduta, che mi aveva fatto dire proprio quelle parole: dalle mie parti (leggi, sud, qualsiasi sud intendiate) accade sempre un po’ di più di tutto. Lo ripropongo qui. li.]

 

Dalle mie parti accade un po’ di tutto. Anche altrove capita un po’ di tutto, sia chiaro, ma credo e sono convinto che quell'”un po’” qui dalle mie parti sia di più. Quindi, direi che dalle mie parti accade un po’ di più di tutto. Ecco. Così va meglio.

Per esempio, se alle sette di un freddo mattino d’inverno vi trovaste a percorrere le ripide e scivolose strade di  montagna che da sua Maestà l’Etna vi portano a valle, potrebbe capitarvi di imbattervi in un incidente automobilistico. Fin qui, tutto normale. O quasi. Perché dalle mie parti – dove quel che accade è sempre un po’ di più- vi capiterà di vedere un uomo grande e grosso accanto a una macchina che dopo una curva è andata a schiantarsi contro il muretto in pietra lavica, carambolando come una biglia, e finendo ruote all’aria qualche centinaio di metri più in là.
Vedrete quest’uomo imprecare verso l’alto, sarete tentati di non fermarvi, ma l’uomo ha il volto e le mani insanguinate: potreste essere accusati di omissione di soccorso.

Allora, freccia. Accostate. Adesso siete più vicini all’uomo, riuscite a vederlo meglio. Fa paura. Sembra incazzato. E, per di più, pare aver fretta. Una fretta stupida, vi dite, dove spera di andare con l’auto conciata a quel modo? Voi siete con i vostri amici, o con la fidanzata, state tornando a casa perché quello è il capodanno 2005, avete trascorso l’intera notte fuori e adesso, sì, un po’ stanchi lo siete. Magari, un po’ di più.
Vi avvicinate. Chiedete se va tutto bene, mentre l’uomo non sembra avervi notato, intento com’è a rimettere l’auto sulle quattro ruote. Operazione inutile. La strada è coperta di ghiaccio. Scivola sul tetto.

Intanto, vi accorgete che l’uomo perde molto più sangue di quel che avevate immaginato. Ha i vestiti strappati, gli manca una scarpa. L’asfalto è coperto da migliaia di piccole schegge di vetro, e all’interno dell’auto vedete alcune bottiglie di spumante vuote miracolosamente sopravvissute e un paio di stampelle. L’uomo non zoppica, però. O almeno credete.
Giunti a questo punto, fate le vostre domande.

“Chiamo i carabinieri?”
La prima.
“La macchina perde benzina, e voi perdete sangue. Meglio allontanarsi. Chiamo anche un’ambulanza?”
La seconda.
Ma non avete il tempo di finirla, l’uomo vi è addosso e sembra molto incazzato. Più di prima. Un po’ di più.
Nel frattempo, arriva un altro povero cristo come voi. Guardate i suoi occhi, sapete che sta per porre le vostre stesse domande, e gli fate cenno di restarsene buono in silenzio, dato che il Bigfoot potrebbe reagire male, molto male. Il povero cristo desiste. Ha moglie a casa, e bambini che lo aspettano. Preferisce non rischiare.
Il Bigfoot vi è addosso, ormai. Sbava, sanguina, ha l’alito che puzza d’alcol, e l’odore acre del suo sudore vi ottenebra per un attimo la mente. Perché non fuggite via? Perché quelle maledette gambe non rispondono, ecco perché.

Poi arriva il delirio del Bigfoot. Tutto in dialetto catanese. Ecco la traduzione.

“Se chiami i carabinieri ti sparo in questo stesso momento. Lo sai chi sono io? Sono della famiglia F… Abbiamo fatto la guerra di mafia, noi, e a me non mi hanno ucciso. Nemmeno Dio mi uccide. Mettitelo in testa, testa di minchia. Adesso voi due mi aiutate a girare questa minchia di macchina e io me ne vado buono buono, e voi non mi avete visto. Sbrighiamoci.”

Siete atterriti. Non credete alle parole che avete sentito. Non vi sembra reale, non può esserlo. Eppure lo è. Vi ha minacciato, ha giurato di avere una pistola in auto e vi ha garantito che la userebbe contro di voi se non lo aiutate nel suo progetto folle. A questo punto, la fuga è ancora più difficile.

Voi tre, il Bigfoot e voi due disgraziati, cominciate a spingere la macchina. Il Bigfoot la afferra dal basso e la solleva di una ventina di centimetri. Il ghiaccio sull’asfalto sta sciogliendosi, quindi pensate che potete farcela e che presto sarà tutto finito. E così è.
Dopo qualche tentativo l’auto si ribalta e ricade pesantemente sulle ruote. Il Bigfoot vi monta sopra, mentre continua a uscire benzina dal serbatoio spaccato. Sicuramente, non andrà molto lontano.

Nonostante sia un ammasso di lamiera e plastica, dopo qualche tentativo l’auto si avvia. L’uomo – in effetti non sapete se è tornato a essere uomo o se di Bigfoot ancora si tratta – non vi degna di uno sguardo. Fila via, chissà verso dove. E a voi non resta che tornarvene a casa, pensando che dalle vostre parti accade sempre un po’ di più di tutto.

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12 responses

5 10 2007
cinzia

oh e finalmente trovo qualcuno che ne parla… ti linko nel mio post se non ti spiace (lo so che non ti spiace!). No perché una brutta impressione l’ho avuta: quando si parla di siciliani fetenti, di sud picchiatore e omertoso etc. Fioccano i commenti e i post mentre per questi coraggiosi ragazzi (i futuri bamboccioni?) vedo poco entusiasmo in giro… baci, caro.
p.s. Santoro: secondo me lo cacciano… stavolta ha fatto davvero un bel servizio, non come quello sui preti pedofili che era moscio.

6 10 2007
Angelo

Arrivo qui via Appunti di Remo.

Bella.

Peccato per:
– quel giornalista che (non so bene, ma) mi sembra un tipo da La Vita in Diretta
– per quelle mamme, specie la prima, messe lì ma “nonc’èmaitempo”
– per le storie presentate ma non raccontate bene (quella dei due ragazzi non è semplice malagiustizia ma un intrigo possibile con la malasocietà del posto, festini, ecc.; quella del video con il morto nell’auto è ancora peggio, quelle che Vulpio ha racconato quest’estate sul Corriere sono da brividi )
– quel ghigno di Travaglio che a me non piace proprio (il ghigno)
– quella lettera di Travaglio (che non c’entrava proprio)
– quel cartoon (Mastella è di suo “tanto”, inutile e pericoloso sfotterlo con i grembiulini)
– un “eccesso” di fondo, per certi versi giustificabile negli anni scorsi, che sconfina nella lagna
– una “bambola” continua di Ruotolo che o si spiega o è meglio che non la fa

Potrei continuare, ma va bene così.
Le immagini più forti: quel De Magistris così forzatamente misurato dobbiamo stamparcelo in testa e nel cuore.

Report (purtroppo tardi e quindi in zona “deserto”) fa più male con una telecamera da 4mila euro e un solo runner.

6 10 2007
lucaintona

Intanto benvenuto.

Concordo in parte con quanto dici. Santoro tenta sempre di mettere tantissima carne al fuoco: come se temesse sempre che qualcuno possa togliergli il microfono dalle mani!
Resta la validità degli argomenti. Però.

E non so se Report fa più o meno male. Ma è una delle più belle trasmissioni che circolano nella televisione italiana. Hai ragione.

Ciao e buon fine settimana anche a te.

6 10 2007
cinzia

Come la lettera di Travaglio non c’entrava niente, scusa? era la spiegazione di ogni cosa.

6 10 2007
Angelo

Vuoi dire che ogni cosa schifosa che accade è il Piano di Rinascita fatto realtà?

Che Mastella è un piduista di nuova generazione?

Per me tutti quei grembiulini a fare scenografia sopra lo studio erano fuorvianti.

6 10 2007
remo

Dalle mie parti accade un po’ di tutto. Anche altrove capita un po’ di tutto, sia chiaro, ma credo e sono convinto che quell’”un po’” qui dalle mie parti sia di più. Quindi, direi che dalle mie parti accade un po’ di più di tutto. Ecco. Così va meglio.

hai scritto questo, luca,
sul mio blog stefania nardini, ex cronista del mattino, propose di parlare del sud.
qualcuno fraintese, qualcuno scrisse.
di incredibile attualità fu quel video (youtube) che segnalasti tu, di giuseppe fava.
la questione meridionale è ancora quella.
soprattutto quando dice che una certa mentalità è arrivata anche al nord.

comunque. non ho visto la puntata ma dubito che santoro rischi di essere cacciato. se lo cacciano, comunque, trova di sicuro una collaborazione da 10mila euro con qualche testata.
son altri quelli da tutelare.
lirio abbate ha detto cose di coraggio.
e mi sembra che cose di coraggio le dica anche roberto aloja.
e mille sconosciuti di cui nessuno sa.

6 10 2007
Angelo

Sono d’accordo sugli “invisibili”.

Su Santoro, se si volesse pensare solo al “personaggio” e non a quello che fortunatamente ancora produce, è scandalosa tutta la trafila elezioni/dimissioni/cause a Rai ecc.

Qui (ma anche dovunque in Rete e sui giornali, talvolta) non si finisce mai di commentare l’orribile savianizzazione di Saviano.

Di Aloja non so nulla. Voglio informarmene.

6 10 2007
remo

chiedo scusa:
intendevo
Roberto Alajmo

ero casualmente reduce dalla lettura di una stroncatura di un libro di ernesto aloia,
(che nulla c’entra con palermo e il sud)
sulla bottegadilettura

6 10 2007
gianluca

ciao, vorrei fare uno scambio link:

http://gianluca-revolution.blogspot.com

6 10 2007
lucaintona

@Remo: penso anche io che Santoro non rischi di essere cacciato. Sarebbe clamoroso e controproducente. Più che altro io mi pongo un altro problema. Ci sono ottimi giornalisti (sia in Tv che nei giornali), sono giornalisti che fanno inchieste come il giornalista del corriere, ospite di Santoro, che ha avuto bisogno della garanzia di Mieli perché potesse pubblicare articoli su Why not? e altre inchieste.
In altri stati, non tutti e non molti ma ci sono, se scoppia uno scandalo, se c’è un’inchiesta, se viene evidenziato un problema, una stortura del sistema e chi più ne ha più ne metta, le teste saltano, i nodi vengono al pettine.
In Italia, i gruppi di potere non cambiano. Le persone riescono sempre e comunque a riciclarsi, a cambiare pelle. Questo succede al sud e succede al nord.
Al sud poi accade sempre quel di più che contribuisce ad accendere i riflettori. Ma il sud non è diverso. Come alcuni magistrati seri ci ricordano. Anche perché, temo, questa storia della diversità è un po’ la storia del dito che nasconde la luna. Ma la luna siamo tutti in grado di vederla.

Scusate la lunghezza del commento.

7 10 2007
tristantzara

Arrivo per dire che non la volevo nemmeno vedere questa puntata (non me ne sono persa una finora), e invece è stata una old-style, stile samarcanda. Mi ha colpito parecchio vedere così tanti giovani presenti a Catanzaro, e presumo che questa trasmisione serva a smuovere di un bel po’ la situazione di poca informazione che c’è su quei fatti là. Sono stato parecchie volte al Sud e non ho pregiudizi al riguardo, tanto più che il Veneto (la mia ex-regione) è la regione italiana con più infiltrazione “mafiosa”, per cui non vedo perchè là,nel Veneto, si debba parlare male dei meridionali se dopo ci si comporta alla stessa maniera su questioni di esclusione sociale. ciao da D

7 10 2007
lucaintona

Ciao tristantzara. Del Veneto so molto poco. Quello che leggo. Certo a livello sociale il fenomeno “mafioso” è meno sentito. Ma è vero che in generale tutto il nord è territorio di affari per la mafia, in particolare per la ‘ndrangheta (ne parlavano ieri mattina in Tv, non ricordo dove però). Ci sono imprenditori del nord che pagano il pizzo, ci sono molte aziende registrate al nord che sono di proprietà dei mafiosi, e quindi è sbagliato, e ti do ragione, parlare della mafia come di un problema del sud e che solo il sud deve risolvere.

Sempre in quella trasmissione televisiva si parlava di una mafia globalizzata. Sono mica stupidi, loro. Dicevano, se vai in Argentina, i cartelli del narcotraffico sono gestiti adesso dai calabresi. Questo deve fare molto riflettere, se si vuole tentare di discutere seriamente del problema mafioso.
Per questo ripeto, e non mi stancherà mai di farlo, l’argomento della presunta “diversità” del sud è solo un modo per non parlare del vero problema.

Ciao, e benvenuto su Esquisse!

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