Il rischio di chi informa

19 10 2007

Reporters sans frontieres ha pubblicato il rapporto annuale in cui si analizza la libertà di stampa in 169 paesi del mondo.

 

Al primo posto si trova l’Islanda. Ultimo stato in classifica è invece l’Eritrea. Poco sopra troviamo Corea del Nord (168°), Iran (166°), Cuba (165°), Birmania (164°), Cina (163°) e così via. La Russia è al 144° posto, gli Stati Uniti al 48°.

 

Per quanto riguarda l’Italia, dobbiamo accontentarci di un misero 35° posto, dietro Grecia, Francia e Spagna.

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Perdonare

18 10 2007

Uno dei blog che leggo con maggiore piacere è quello di Clelia Mazzini. Nei suoi post è facile ritrovare atmosfere preziose, pensieri profondi ed emozioni che raramente si riscontrano altrove.

 

Clelia oggi scrive:

 

  • Ho più perdonato o sono stata più perdonata? La questione non è irrilevante. Anais Nïn scriveva che sul problema del perdono ci giochiamo la vita e io le credo. E la perdono per avermi fatto passare una sera – un’intera sera – a interrogarmi sul fatto se avevo o meno perdonato quanto era giusto fare. La risposta non mi ha soddisfatto del tutto. Forse sono stata reticente con la mia coscienza e con la mia memoria. Riceverò comunque un sensato perdono da loro. Mi accompagnano da tempo, mi conoscono bene.

Tutti ci siamo trovati qualche volta a fare i conti con il perdono. E, spesso, sono conti questi che rimangono in sospeso, che ci tengono svegli la notte.





Myanmar: la violenza continua

17 10 2007

I riflettori, come era logico, si sono spenti da tempo. Sembrerebbe quindi che i governi abbiano deciso di intervenire, che la situazione nello stato birmano sia tornata alla normalità. Ognuno di noi può finalmente sfilarsi le magliette rosse, i monaci hanno smesso di protestare e per le strade di Yangoon si vedono ormai pochi militari.

Naturalmente, la situazione non è questa. Ogni giorno, arresti, violenze, rapine avvengono sotto gli occhi di cittadini impotenti e terrorizzati. I militari fermano chiunque incontrino, derubano, picchiano, spaventano. Lo spettro delle carceri birmane e di quello che succede al loro interno è sufficiente a far tremare le gambe del malcapitato di turno.

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Il prefetto Sodano

17 10 2007

Segnalo anche, attraverso Bombasicilia, questo bel post di Marco Rizzo.

Approfondire la vicenda umana e professionale di Fulvio Sodano è iniziare una discesa negli inferi di certi affari sporchi, di certa magistratura corrotta e deviata, di certo potere politico.

Marco Rizzo scrive, parlando dell’ex-prefetto di Trapani:

“Un uomo che nonostante sia costretto dalla sclerosi laterale amiotrofica a sedere su una sedia a rotelle, per nulla autosufficiente, capace di “parlare” ormai solo grazie ad un computer (che oggi ha pure deciso di ricordarci la fallibilità di Windows…), si erge su tutti come un gigante, con un carisma, un coraggio, un senso delle istituzioni che rendono piccoli piccoli gli “omoni” della mafia e della politica.”

E io lo ringrazio per queste parole.





Taccuini di viaggio insoliti e sentimentali

17 10 2007

C’è già tanto nel titolo. Questa nuova iniziativa della casa editrice Il Foglio e di Francesca Mazzucato attrae e stimola la mente, soprattutto per chi – come me – è affascinato dalle storie di viaggio, memore della grande lezione che proviene dall’opera di Ryszard Kapuscinski.

Amiamo i luoghi per tanti motivi. Secondo Albert Camus:

“ Sono spesso amori segreti quelli che dividiamo con una città”.

Se non sono amori sono ricordi, nostalgie laceranti, piccole minuzie, itinerari folli, memorie personali che si fondono con tutta la letteratura che, di un certo luogo, di una città, di un paese, di un territorio, abbiamo assorbito. Sono dolori, a volte, se certi paesi soffrono assedi che soffocano, amputazioni, devastazioni, guerre, dittature, disordini. Iniquità. O ne hanno sofferto e noi, che siamo andati e venuti, venuti e andati, partiti e tornati per poi subito ripartire stretti fra sentimento, curiosità e voglia di scavare oltre le immagini stereotipate, oltre le convenzioni trasmesse dai vari corifei che ci vogliono tramandare uno “status quo” accettabile, noi soffriamo con i  nostri “luoghi dell’anima”. Noi facciamo tesoro dei frammenti che serbiamo, dei pochi versi, delle citazioni, delle tessiture che ci rende una foto, un appunto, una nota presa in fretta.

continua sul blog di Francesca Mazzucato.

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Violazione dei diritti umani in Iran

15 10 2007

Mahmoud e Ayaz erano due ragazzi di 16 e 18 anni. O forse di 18 e 20 anni. Poco importa, però. Mahmoud e Ayaz furono uccisi dallo stato iraniano per impiccagione. Era il 19 luglio 2005. Prima dell’esecuzione, subirono 228 colpi di frusta ciascuno per aver bevuto alcolici, disturbato la quiete e per furto.

Mahmoud e Ayaz erano omosessuali. E per questo furono imprigionati, torturati e impiccati.

Le immagini dell’impiccagione mi hanno devastato l’animo. Mi hanno fatto soffrire. Mahmoud e Ayaz sono adesso un simbolo, come lo sono stati tanti troppi altri.

In Iran è in discussione ogni genere di libertà individuale. Come lo è in Birmania, come lo è in Corea del Nord, come lo è in tantissimi paesi dell’Africa che nessuno ricorda mai.

Naturalmente – e mi ricollego a un mio post precedente – anche queste mie sono parole inutili. E me ne dispiaccio. Ma qualcosa possiamo farla. Per esempio, firmando l’appello in questo sito.

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Dal blog precedente

13 10 2007

[Avevo già pubblicato questo frammento nel mio blog precedente, quello su Splinder, abbandonato poi di prescia così come si abbandonerebbe una nave che affonda. Il frammento ha subito qualche modifica. Lino è un nome di fantasia, ma esiste nella realtà. li.]

La strada è al buio. I lampioni che scorrono sopra la mia testa sono insolitamente spenti. La temperatura è bassa e il freddo secco. Un paio di cani si contendono un sacchetto dell’immondizia. Lo spaccano e si avventano sul contenuto, mordendosi e ringhiandosi contro. Il più grosso è nero. Ha l’aria di sapere il fatto suo. L’altro, è un insignificante bastardino dal pelo marrone destinato a soccombere. E, infatti, poco dopo abbandona il campo con solo un figlio di giornale tra i denti.

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